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La scena musicale italiana è giudicata unanimemente una delle più interessanti al mondo. La cosa può apparire sorprendente, vista la quasi assenza di educazione musicale nella scuola dell´obbligo e la drammatica penuria di finanziamenti pubblici alla musica.
Eppure in un paese così disastrato e con una sottocultura televisiva
così invadente operano una quantità di musicisti e di artisti
genuinamente creativi, non disposti a compromessi e impegnati nel
loro lavoro con una serietà ammirevole.
Le maggiori sorprese di questi ultimi anni sono quelle venute "dal
basso". E così alcuni talenti straordinari sono passati rapidamente
dal giro dei piccoli club della loro città alla notorietà
internazionale. Ma quella che mi sembra la novità più recente è un risveglio
dell´ambiente che fino a poco tempo fa veniva definito "accademico".
Giovanni MATTALIANO è un musicista palermitano di prim´ordine che
proviene da studi classici. Dopo aver percorso e essere andato anche
oltre alla strada cui la sua educazione musicale sembrava portarlo:
solista con le migliori orchestre e con importanti direttori,
approfondimento delle tecniche e del repertorio della musica
cosiddetta "contemporanea", collaborazioni jazzistiche, ha sentito il
bisogno di trovare una dimensione musicale propria e originale.
E´ iniziata così alcuni anni or sono la collaborazione con Oscar DEL BARBA, eccellente pianista e compositore bresciano, spinto da un
uguale desiderio di ricerca e sperimentazione.
Il riferimento al jazz è evidente in queste sei tracce, ma è
interessante notare come l´influenza principale venga proprio dal
nuovo jazz europeo, cioè da una musica già contaminata.
E così un cerchio sembra chiudersi, con da una parte un mondo
musicale che prende le mosse dal jazz e si contamina con la musica
classica e dall´altro un mondo che sembra fare il percorso
esattamente inverso.
I due musicisti si muovono con assoluta padronanza nel loro
repertorio.
Le improvvisazioni di "Toc Poc" e di "Si Verias"sono
perfettamente integrate nella complessa scrittura dei brani. In "Solo
sol liber", in trio con l´eccellente violinista Francesco PALMISANO,
Mattaliano paga il suo tributo a Bela Bartok. "The Wedding Waltz" è
un´elaborazione della toccante "Oyfn Pripetshok", un classico della
musica yiddish, brano prediletto dai grandi clarinettisti di questa
tradizione. Mattaliano da´ infine un´interpretazione piena di
maestria di "In Memoriam" di Del Barba, mentre in "Lune Rosse"
si
serve dell´elaborazione elettronica per dialogare con se stesso. Giugno 2008 - Mario RAJA
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